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Le Origini dei Cereali, l'avvento dell'agricoltura
La più antica testimonianza della coltivazione del grano proviene da Vho (Piadena, presso Cremona), ove già verso il 4300 a.C. si seminava un frumento primitivo, il farro piccolo (Triticum monococcum), la più esile di tutte le specie di frumento coltivate. Oltre al farro era importante l'orzo, un cereale che su ogni nodo dell'asse della spiga ha tre spighette, ciascuna con un solo fiore. L'orzo ha poche pretese ed è possibile coltivarlo anche in condizioni estreme; Nuovi cereali appaiono appena alle soglie dell'età del Bronzo. A quest'età risale il primo frumento "nudo" rinvenuto nella conca di Trento: si tratta di un frumento nano (Triticum aestivum compactum) con spiga grossa e corta e con spighette che si sovrappongono fitte le une sulle altre; i chicchi sono piccoli e tondeggianti. A Fiavè (presso Stenico, Valli Giudicarie) si è trovata anche testimonianza di una nuova graminacea, il miglio (Panicum miliaceum), che ha una lunga infiorescenza a pannocchia lassa e pendente. Tutte le spighette hanno peduncoli lunghi e contengono un granello che resta avvolto dalle giumelle. Al Bronzo medio risalgono anche i primi ritrovamenti di avena (Avena sativa). L'avena ha i frutti a pannocchia; le singole spighette sono pendule; i chicchi coperti da fine peluria sono avvolti da grandi glume. Nell'età del bronzo predominano il farro grande e l'orzo, dalla media età del Bronzo in poi, a sud della catena alpina, si coltiva anche la spelta ed il frumento nano; verso la fine dell'età del Bronzo vi si aggiunge il miglio, che acquista rapidamente importanza. La funzione dell'avena, dimostra già una sua messa a coltura, o se a quei tempi era ancora considerata una pianta secondaria, una “erbaccia" nei campi di grano. Successivamente con il peggioramento del clima, al passaggio dall'età del Bronzo a quella del Ferro, l'avena si impose come cereale importante. Nella prima età del Ferro l'inventario dei cereali mutò di ben poco rispetto all'età precedente. Il miglio acquistò maggior importanza, mentre la coltivazione dell'orzo diminuì. Solo verso la fine dell'età del Ferro compare la segale. Come l'avena, la segale rientra fra le graminacee "secondarie", perchè inizialmente la si trovava nei campi come "erbaccia" e, a causa dalla maggior altezza del culmo, poteva essere individuata ad eliminata facilmente. Inoltre, quando nell'età del Ferro si verificò un peggioramento del clima: la segale si dimostrò più resistente e capace di adattamento rispetto ad altri cereali e divenne perciò un prodotto importante, spesso il raccolto principale in zone ecologiche marginali delle colture cerealicole.